SOCIAL ENTERPRISE – L’unica costante è il cambiamento

a cura di Claudio Siepi

Club TI Centro ha aperto i lavori del “Focus on Social Enterprise” il 21 Luglio presso Confindustria Ancona, ed è stato Emanuele Quintarelli a rompere il ghiaccio con una sorprendente prolusione in cui le parole d’ordine sono state condivisione e cambiamento. Accanto a Club Ti Centro ci sono stati AIDP, ISTAO, Manager Italia, NetworkLab e Controller Associati, che hanno fornito il patrocinio all’evento. A questo primo incontro seguiranno altri due momenti: una tavola rotonda, nel mese di ottobre, che analizzerà l’indagine lanciata nella giornata del 21 e una pubblicazione che vorrà essere il manifesto di Social Enterprise.

P. Berrettoni, S. Ruggieri, C. Siepi, M. Luconi: Consiglieri CLUBTICENTRO - Foto di @maxfabrizi https://twitter.com/maxfabrizi

IL FUTURO È COLLABORATIVO

Il momento economico attuabile è paragonabile, come il film Avatar insegna, a una nuova Pandora. Le aziende stanno distruggendo ricchezza. Gli unici che stanno guadagnando sono i giovani di talento che sono fuggiti dalle grandi e storiche aziende. L’aspettativa di vita imprenditoriale è drammaticamente crollata. Se negli anni ‘60 l’età media delle aziende era di 35 anni, ora lo stesso valore è sceso a 18 anni. Con questo trend di decrescita possiamo presumere che tra 10 anni pressoché la totalità delle attuali imprese non esisterà più. In un panorama in cui la mortalità di posti di lavoro sovrasta il numero di assunzioni, le uniche oasi felici sono le start-up che, facendo leva sul talento dei propri fondatori, riescono a garantire 5 anni di vita lavorativa. Un altro dato preoccupante è l’engagement, ovvero l’affezione e la passione che i dipendenti riescono a riversare sulla propria attività lavorativa. Uno studio dimostra che solo il 13% dei dipendenti, su scala mondiale, è appassionato al proprio lavoro. Non possiamo più parlare semplicemente di crisi, siamo di fronte a un altro mondo, una pandora appunto. E quale miglior momento per cambiare paradigma funzionale?

RIPARTIAMO DALLA CONOSCENZA

Nel panorama lavorativo occidentale, il 50% dei lavoratori svolge mansioni in cui la conoscenza è la chiave funzionale della loro attività, e il loro salario è sistematicamente superiore agli altri collaboratori. Sorprendente è la stima del “costo della ricerca dell’informazione”, cioè il costo determinato dai collaboratori nel cercare un file, una mail o un’informazione: si calcola un costo di 6 mln dollari ogni mille dipendenti. Quanto analizzato nei contesti aziendali è in paradossale contrasto con un mondo reale che genera terabyte di informazione ogni secondo, rintracciabile in pochi secondi con un motore di ricerca, un mondo reale dove un semplice consumatore può avere molto più potere comunicativo di una multinazionale (sono innumerevoli i casi in cui un tweet, un video o un post hanno creato viralità distruttive per l’immagine di un’impresa). Un primo passo fondamentale è evolvere da un’azienda ‘push’ a un’azienda ‘pull’, un’azienda che, facendo leva sulla forza interna, reagisce in tempo reale agli stimoli esterni. Un altro viatico fondamentale è la capacità di innovare, sia il processo sia il prodotto, per mantenere la marginalità di guadagno.

AUMENTARE L’ENGAGEMENT

Solo il 13% dei lavoratori sono soddisfatti del proprio lavoro: questo dato oltre a rappresentare una criticità sociologica, determina indiscutibilmente una zavorra economica in termini di redditività del collaboratore. Il primo fattore di insoddisfazione verso l’azienda è senza dubbio la “sensazione di scollamento e lontananza” che il collaboratore prova e che lo porta a pensare che “Al mio titolare non interessa la mia opinione”, “La mia azienda mi considera un numero” o ancora “Sono in perenne sfida con il mio collega”.

LA SOCIAL ENTERPRISE COME RISPOSTA E COME CAMBIAMENTO

La Social Enterprise, e quindi la collaborazione, si basa su pochi, ma fondamentali, concetti: connessione, interazione, condivisione, puntare ad un obiettivo comune. Si parte da un senso di partecipazione e socialità, in cui il nuovo ambiente lavorativo è visto e vissuto come una community di dipendenti, e non più come l’azienda a struttura verticistica e piramidale. È fondamentale inoltre trovare una soluzione alla questione della disponibilità delle informazioni, cercando cioè un metodo che consenta a tutti, all’interno della realtà aziendale di accedere alla conoscenza nell’istante in cui questa necessità si manifesta e di stimolare l’accrescimento del proprio sapere suggerendo temi di interesse correlato. Dall’indagine condotta da Quintarelli su 300 aziende che hanno approcciato un progetto di SE, sono emersi valori significativi: la Social Enterprise cresce e genera valore, in termini di efficienza, coordinamento dei progetti, e ottimizzazione del tempo. È altresì vero, però, che coinvolgere le persone non è facile: il 54% delle aziende, infatti, non riesce a portare a termine il progetto di trasformazione in Social Enterprise. I motivi del fallimento possono essere ricondotti a ostacoli mentali del collaboratore, anche se la maggiore resistenza è opposta dalle aziende e dal loro management, che fanno naufragare i progetti di SE nelle ruggini di esigenza di controllo o confinamento di funzione. Social Enterprise è soprattutto collaborazione e, prima ancora di pensare alla tecnologia abilitante, è importante comprendere che si tratta di un nuovo modo di condividere, rendendo fruibile la conoscenza in un ambiente lavorativo.

EMANUELE QUINTARELLI - Foto di @maxfabrizi

MOTIVARE IL CAMBIAMENTO

La leva principale verso il Cambiamento è il top management che deve riuscire a introdurre il nuovo paradigma all’interno delle proprie connessioni fra collaboratori, seguendo una strategia di roll-out ibrida, denominata “tartatigre”, proprio dalla contrapposizione dell’animale rapido e potente che è la tigre, ovvero il management, e quello più lento che è la tartaruga. La spinta verso lo sviluppo viene dal top-management, ma sono i dipendenti ad adattare il progetto sul loro modo di lavorare, attraverso un approccio di codesign. Per rendere operativo un progetto di Social Enterprise è fondamentale l’approccio multi stakeholder, dove ogni funzione aziendale e ogni collaboratore trova la sua motivazione e comprende il reale valore immediatamente percepito (di medio e lungo periodo) del percorso di innovazione che si vuole affrontare. L’innovazione non si può imporre, la si può stimolare, ma deve partire da ognuno degli attori impegnati all’interno dell’organizzatore perché ognuno di essi può essere generatore e portatore di innovazione. Tutto ciò entra nel concetto di Social Enterprise come “percorso di cambiamento”, dice Emanuele Quintarelli, dove “il cambiamento è l’unica costante” per sopravvivere, “rimanendo umani divertendosi” proprio secondo lo spirito social.

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Master breve in Comunicazione Efficace

Dopo l’aperitif meeting “Marketing di se stessi”, torniamo a parlare di comunicazione con un nuovo appuntamento

MASTER BREVE IN COMUNICAZIONE EFFICACE


Il Master breve mira a sviluppare tutti gli elementi fondamentali alla comunicazione, dall’identità (chi sei), all’immagine che dai, al tuo modo di comunicare attraverso un percorso formativo distribuito in 3 giornate di full immersion dove, anche al contributo degli altri del gruppo, riuscirai ad avere dei feedback preziosi.

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CONTATTI E INFO

www.facilitatorediprocessi.it – segreteria@facilitatorediprocessi.it

Cell: 3388319915

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Social Enterprise and Collaboration Survey

A seguito dell’evento “Focus on SOCIAL ENTERPRISE” tenutosi il giorno 21 luglio CLUBTICENTRO apre una survey destinata a tutti coloro che hanno partecipato all’evento e tutte le organizzazioni e imprese che hanno adottato la Social Enteprise o stanno valutando l’adozione.

I risultati dell survey verranno condivisi con tutti coloro che hanno partecipato alla survey e all’interno di un evento successivo.
Ringraziamo fin da ora tutti coloro che vorranno contribuire alla realizzazione di questa survey.

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Emanuele Quintarelli ospite al #SocialEnterpriseIT

Emanuele Quintarelli, membro autorevole della comunità mondiale sviluppatasi intorno al Social Business e founder di www.socialenterprise.it è lo speciale ospite dell’evento organizzato da Club Ti Centro “Focus on SOCIAL ENTERPRISE”. In occasione dell’incontro chiederemo ad Emanuele quale sia lo stato dell’arte della SOCIAL ENTERPRISE oggi in Italia e quali le differenze con gli altri paesi come negli Stati Uniti dove il fenomeno si è diffuso per primo.

Partendo dai risultati della Social Collaboration Survey e dall’esperienza acquisita sul mercato, l’intervento mostrerà in che modo la collaboration possa fornire una leva di agilità, efficienza, innovazione e motivazione dei dipendenti in grado di dare risposte alle enormi sfide economiche ed organizzative con cui le aziende italiane si stanno confrontando.

  • Come se la passa la tua azienda?
  • Le sfide che abbiamo di fronte?
  • Social che?
  • Storie, storie, storie?
  • Cosa abbiamo imparato?

Emanuele ha trascorso gli ultimi 8 anni come strategist, program manager, consulente e blogger sull’adozione di approcci collaborativi in organizzazioni di ogni dimensione al fine di incrementarne produttività, efficienza, abilità di reagire ai cambiamenti del mercato e potenziale d’innovazione. Nell’ambito della sua esperienza si è confrontato con diverse aziende nell’ambito di progetti di social business e social enterprise e sarà interessante conoscere il percorso di tali progetti, le difficoltà incontrate e quali ingredienti occorrono per portare a compimento progetti di successo.

Invitato di frequente come speaker e chairman, Emanuele ha effettuato presentazioni tra gli altri alla Thought Leader Conference (Berlino), al SocialNow (Lisbona), al Social Business Strategy Summit (Londra), all’Enterprise 2.0 Summit (Parigi & Francoforte), all’Enterprise 2.0 Conference IDC, all’EURO Information Architecture Summit (Berlino), all’Information Architecture Summit (Las Vegas) ed a moltissimi eventi locali su Enterprise 2.0 e Social Business.

Non ultimo, Emanuele ha creato e lanciato Netwo.it (il primo hub per le startup del web 2.0), il Summit Italiano di Architettura dell’Informazione, il Web 2.0ltre, l’International Forum on Enterprise 2.0 ed il the Social Business Forum.

Co-autore dei libri Social Business Manifesto e Marketing 2.0 per HBR Italia, Community Management per Apogeo, Intranet 2.0 per Hoepli, Web 2.0 per Il Sole 24 Ore, Emanuele ha pubblicato articoli su change management, coltivazione delle community online, strategie di Enterprise 2.0 e Social CRM, socializzazione dei processi di business per alcune delle più importanti riviste professionali in Italia.

Alla fine del 2013 ha curato la Social Collaboration Survey, primo studio quantitativo sulle best practice di adozione della Social Enterprise in Italia che ha coinvolto 300 aziende italiane di cui il 26% appartenente al settore ICT, il 16% a quello della Consulenza, il 12% a quello dei Media e il restante 22% tra Manufacturing, Settore Pubblico e Finanziario. Lo studio ha indagato sulla tematica analizzando cultura, organizzazione e processi, tecnologia, misurazione mettendo in luce dati interessanti sulle pratiche collaborative e sulle strategie di successo. In occasione di #SocialEnterpriseIT approfondiremo con Emanuele Quintarelli i risultati della survey, cogliendo anche spunti di visione futura.

EMANUELE QUINTARELLI http://it.linkedin.com/in/emanuelequintarelli

TWITTER: @absolutesubzero

EMANUELE SCRIVE SU www.socialenterprise.it

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Focus on SOCIAL ENTERPRISE – 21 Luglio Ancona #SocialEnterpriseIT

CLUBTICENTRO invita a partecipare a “Focus on SOCIAL ENTERPRISEThe New Economic Shared Value”

21 LUGLIO 2014 – ORE 17:30

CONFINDUSTRIA ANCONA

Via Ing.Roberto Bianchi

60131 ANCONA – ITALIA

coord.gps 43.563103,13.514489

SPECIAL GUEST

EMANUELE QUINTARELLI

Digital Transformation and Social Enterprise Leader EMEIA, Center of Excellence EY

In esclusiva per le Marche e per il Centro Italia CLUBTICENTRO affronta una tematica molto attuale e molto discussa che coinvolge PERSONE, RELAZIONI E BUSINESS: SOCIAL ENTERPRISE AND SOCIAL COLLABORATION. “Focus on SOCIAL ENTERPRISE” è un seminario organizzato da CLUBTICENTRO con l’obiettivo di comprendere “WHAT IS A SOCIAL ENTERPRISE” and “WHY SOCIAL ENTERPRISE”, focalizzando lo stato dell’arte, scenari, la portata e la maturità di un modello di collaborazione culturale, organizzativo e di business per il futuro delle imprese italiane. Insieme ad un ospite d’eccezione, membro autorevole della comunità mondiale sviluppatasi attorno al SOCIAL BUSINESS, cercheremo di comprendere la capacità che ha la SOCIAL ENTERPRISE di generare valore condiviso all’interno dell’azienda nella sua complessità e interezza, non solo da punto di vista economico.

DESTINATARI

CEO, CIO, Marketing Manager, Responsabili Risorse Umane, mondo accademico, manager e professionisti nel mondo organization and business strategy.

AGENDA


ISCRIZIONE (ENTRO IL 19 LUGLIO)

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