Intelligenza e Intelligenze

Aperitif meeting ClubTI Marche


In continuità con le iniziative che il ClubTI Marche mette a disposizione dei propri soci, prosegue la serie di incontri su temi che riguardano interessi più generali rispetto a quanto ognuno, in maniera più specificatamente tecnica o professionale, si trova a trattare abitualmente per il proprio ruolo aziendale o per la propria attività.

Anche questa volta si è voluto dare all’incontro uno stile di tipo informale e conviviale (la sede dell’incontro è stato presso la cantina Moroder ed è stato seguito appunto da una degustazione di vino e prodotti tipici marchigiani) ma, soprattutto, proporre argomenti e temi di riflessione che considerano gli aspetti umani che stanno dietro, o stanno accanto, al ruolo di manager e pensando che questi non siano irrilevanti o poco più di una curiosità.

Gli ospiti sono stati la dott.ssa Federica Biccolini e il prof. Gian Maria Bianchi di Open Human Solutions. Quando si arriva sulla homepage di Open HS si legge: Ci occupiamo di persone e credo che tutto il resto della spiegazione potrebbe essere anche eliminata di fronte a quest’affermazione.

Il titolo dell’incontro è statoOrganizzazioni, armonia e produttività. Persone o modelli: Da chi dipende il risultato? e invece ci hanno parlato di “Intelligenze” anzi di “Intelligenza emotiva” ed è ascoltando che abbiamo capito che non avevamo, sia noi e sia loro, sbagliato incontro.

Il professor Gian Maria Bianchi è stato chiamato anni fa, dal preside della facoltà di Economia Aziendale della Liuc perché lo aiutasse a creare una cattedra di insegnamento che spiegasse ai ragazzi che accanto alle competenze tecniche era necessario sviluppare anche quelle capacità relazionali in grado di riconoscere e generare valori positivi all’interno delle organizzazioni in cui si troveranno ad operare in futuro, poiché i fattori di successo nel lavoro e nella vita sono sicuramente quelli di un curriculum scolastico brillante, di una intelligenza vivace, di competenze professionali eccellenti, ma non è tutto.

Il prof. Bianchi ci illustra come negli anni  ’80 del secolo scorso, il 1980, la psicologia ha formulato con Howard Gardner, psicologo americano nato nel 1943, la teoria delle intelligenze multiple.

Questa teoria ripresa poi anche da altri, ma non condivisa da tutti, è basata sulla convinzione che gli esseri umani sono dotati di più forme di intelligenza interconnesse tra loro e che determinano le facoltà dell’individuo su base neurologica, staccandosi di fatto dalla teoria classica basata sulla presenza di un fattore unitario misurabile tramite il QI.

Per cui esiste l’intelligenza logico-matematica, che consiste nell’abilità di valutazione e di confronto di oggetti concreti o astratti e nell’individuare relazioni e principi.

L’intelligenza linguistica, che si esprime nell’uso del linguaggio e delle parole e nella capacità di adattare le parole al contesto e alla comunicazione della propria idea.

L’intelligenza naturalistica, che permette il riconoscimento di oggetti naturali e che è collegata alla capacità classificatoria e tassonomica.

L’intelligenza musicale, che si rivela nella composizione e nell’analisi di brani musicali e nella capacità di discriminare con precisione altezza dei suoni, timbri e ritmi.  Metafora spesso usata anche in riferimento al business quando si parla di un manager come direttore di orchestra (essere capace di coordinare gli strumenti pur non essendo eccellente nel suonarne uno)

L’intelligenza visivo-spaziale, capacità di orientarsi e di rappresentare oggetti visivi in termini di relazioni funzionali – per esempio un organigramma – percependo idealmente le relazioni pur non avendoli a disposizione.

L’intelligenza cinestetica, che è la capacità manuale oltre che quella di dare istruzioni al proprio corpo per un funzionamento ideale. E’ l’intelligenza degli atleti ma anche degli artigiani, dei chirurghi e dei dentisti.

L’intelligenza esistenziale, che è la capacità di riflettere sulle questioni universali  dell’esistenza.

Le ultime due intelligenze sono l’intelligenza interpersonale e l’intelligenza intrapersonale.

La prima è la capacità di interpretare le emozioni, le motivazioni e gli stati d’animo degli altri e l’altra è la capacità di comprendere le proprie emozioni e di incanalarle in forme socialmente accettabili.

Queste due ultime intelligenze rappresentano l’INTELLIGENZA EMOTIVA e nel porci la domanda qual è la differenza tra intelligenza e capacità e quella se si nasce con l’intelligenza o si sviluppa, il professor Bianchi ci chiarisce che esistono delle competenze, cioè comportamenti responsabili, che determinano una prestazione eticamente e tecnicamente corretta di prestazione professionale e che declinano le due intelligenze.

Quindi l’Intelligenza Intrapersonale si sviluppa attraverso l’autoconsapevolezza,  l’assertività, l’autostima, l’autorealizzazione e l’indipendenza.

L’Intelligenza Interpersonale è esplicabile attraverso i concetti di relazioni interpersonali, empatia, responsabilità sociali.

Il prof. Bianchi ci spiega che in particolare l’empatia, cioè la capacità di entrare in una relazione di comprensione profonda di cosa prova e sente l’altro, è un fenomeno essenziale delle relazioni umane e rappresenta nella dimensione lavorativa, la capacità di comprendere l’altro, valorizzare l’altro, fare leva sulla diversità e utilizzare la capacità politico-sociale definendo di fatto la linea di demarcazione tra una cattiva e una buona comunicazione.

Per cui un linguaggio o un comportamento orientato verso la puntualizzazione (tipico del linguaggio scientifico), la recriminazione (trasformare in crimine), la predica (imporre dall’alto) e il biasimo (te l’avevo detto io) possono portare probabilmente a posizioni di conflitto reciproco, mentre le regole di una buona comunicazione si fondano –  oltre alla capacità di governare ed esprimere le emozioni, di essere consapevoli delle diversità che inducono i contrasti tra le persone e della necessità di praticare la pazienza –   sulla pratica del DOMANDARE invece che  AFFERMARE: la domanda può comunicare la stessa cosa dell’affermazione, ma lascia la possibilità all’altro di esprimersi; INDAGARE prima di SENTENZIARE: anche qui ritorna il concetto di chiedere prima e di comprendere il contesto; EVOCARE anziché SPIEGARE: usare metafore che parlano alle emozioni, al cuore si direbbe, e non al razionale cioè alla mente.

Normalmente le aziende si accorgono e investono sullo sviluppo dell’intelligenza emotiva per evitare gli sprechi, ci dice la dott.ssa Biccolini e le evidenze raccolte dimostrano come l’efficacia degli interventi in questo ambito si dimostrano nel tempo. Premessa fondamentale, ma non scontata, è il coinvolgimento del vertice, l’aziende vive insieme alle persone il cambiamento in piani di formazione che normalmente hanno una durata pluriennale.

Le tecniche che si sono dimostrate più valide sono definibili nel coinvolgere dall’inizio il capo dell’azienda, nel fare un programma a media/lunga scadenza, nell’affrontare un tema alla volta, nella personalizzazione dei piani di formazione e di coaching, nella formazione a cascata composta da diversi livelli consequenziali che coinvolgono capo e dipendente e nel softcoaching (www.softcoaching.it) che impegna i partecipanti al piano di formazione per pochi minuti alla settimana o al giorno ma in un allenamento continuo che ha il fine di trasformare l’esercizio didattico in abitudine consolidata.

Riemergiamo da questa piacevolissima e interessante chiacchierata sulle intelligenze e su come provare a cambiare le relazioni in azienda soddisfatti e pacificati del fatto che per avere successo non solo nel lavoro, ma anche nella vita, oltre alle competenze occorre disporre dell’intelligenza emotiva (nel frattempo mi sono comprata il libro di Goleman che dice che ci vogliono insieme mente e cuore) e che quest’ultima può essere formata, sviluppata, educata a esserci.

Una bella serata e un’ottima compagnia, ne usciamo motivati e, perché no, più empatici. Grazie alla dott.ssa Biccolini e al prof. Bianchi. Per maggiori informazioni suggeriamo di consultare il sito di Open HS: www.openhs.it

Serenella Ruggieri

Materiale Informativo

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2 Commenti a “Intelligenza e Intelligenze”

  1. Ben trovata Serenella ed i miei complimenti per le iniziative del club, soprattutto per quest’ultima che ha colpito la mia attenzione.
    L’approccio interdisciplinare che avete proposto è lodevole ed innovativo, soprattutto se calato nella nostra realtà territoriale: un messaggio di attenzione alle persone ed alle relazione non indifferente.
    E’ con piacere che dividerò con Voi questa pubblicazione più che meritevole di entrare nel “Mondo-HR” del Blog.
    A presto,
    Silvia

  2. serenella.ruggieri scrive:

    @ Silvia Cingolani Ti ringrazio molto per il commento e per aver dato spazio al ClubTIMarche e all’articolo sul tuo blog che trovo estremamente interessante. http://www.mondohrmarche.blogspot.com/

    A presto, sr

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