Intelligenza artificiale in cardiologia

L’Intelligenza Artificiale, normalmente indicata con la sigla “AI” (Artificial Intelligence) è una branca dell’informatica nata attorno alla metà degli anni ‘50 allo scopo di simulare, tramite computer, un comportamento intelligente.

Proprio di intelligenza artificiale con particolare riferimento alla cardiologia ci parlerà Marco Mazzanti, Responsabile SOS Cardiac Imaging e Telecardiologia dell’Ospedale Lancisi di Ancona (Ospedale Riuniti di Ancona). Marco Mazzanti, dopo la laurea in medicina e la specializzazione in cardiologia, partecipa a numerosi progetti di respiro regionale, nazionale ed internazionale in materia di cardiologia nucleare e imaging integrato. Marco Mazzanti, Presidente Nazionale del Gruppo italiano di Cardiologia Nucleare (GICN) e membro del Consiglio della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) è uno tra i medici più autorevoli in materia. Nel 2011 diviene coordinatore del Programma di Intelligenza Artificiale in Cardiologia, la cui tematica è affrontata al Convegno “ICT AL SERVIZIO DEL CITTADINO: SANITA’ & WELFARE” di cui sarà ospite con uno speeech dal titolo “L‘intelligenza artificiale in cardiologia: lo strumento per garantire l’appropriatezza”. Ecco cosa ci anticipa Marco Mazzanti:

“Ovviamente tale tecnologia richiede un approccio completamente diverso al computer ed alla sua programmazione. Non possono essere utilizzati costrutti logici della programmazione imperativa tradizionale ma occorre riferirsi ad una tecnica che si avvicina maggiormente al modo di ragionare umano: l’inferenza. Il processo deduttivo umano è un processo inferenziale, infatti le conclusioni che un cervello riesce trarre sono essenzialmente dovute sia alla base di conscenza acquisita nel tempo, che all’esperienza che permette all’individuo di utilizzare la conoscenza in suo possesso per risolvere i problemi che mano a mano si pongono. Il Sistema Esperto ne rappresenta la base pratica e si basa proprio su questa semplice schematizzazione del modo umano di ragionare. Grazie all’applicazione di questo modello è possibile ottimizzare il rispetto dell’appropriatezza nei differenti work-flow operativi della disciplina cardiologica.”

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