Come stanno evolvendo le professioni e le competenze nel settore ICT?

Come stanno evolvendo le professioni in generale, e nel settore ICT in particolare?  Quali sono i trend e che cosa è necessario fare per rimanere nel mercato? Il tema è stato affrontato durante il convegno organizzato in data 06 novembre 2014 da ClubTiCentro (www.clubticentro.it) con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona dal titolo “Competenze ICT e scenari futuri tra Italia ed Europa”.

Focus del convegno è stato quello di identificare e valutare quali sono le componenti che consentono di aumentare la capacità di competere per restare sul mercato, in un’economia digitale dove il progresso tecnologico e con esso il sistema Information & Communication Technology evolvono molto velocemente.

Uno dei fattori critici di successo per la competitività è il valore del “capitale umano”, incrementato attraverso la formazione continua e quindi attraverso lo sviluppo delle COMPETENZE. Alla luce delle recenti normative, che definiscono “i criteri generali delle figure professionali operanti nel settore ICT stabilendo i requisiti fondamentali per l’insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono”, le competenze e le professioni ICT regolamentate (albi professionali) e non regolamentate subiranno profondi cambiamenti nei prossimi anni.

Come emerso durante il convegno, possono essere individuati due percorsi evolutivi: uno indirizzato alla certificazione, tramite appositi enti italiani ed europei, delle proprie competenze per l’aumento delle conoscenze tecnico-specialistiche, l’altro indirizzato a sviluppare, ed anche in questo caso successivamente certificare, le capacità di comportamento organizzativo.  L’evoluzione dell’uno non può prescindere dall’evoluzione dell’altro !

Ai fini dell’aumento delle conoscenze tecnico-specialistiche è stato analizzato l’iter e le tipologie di certificazioni disponibili rilasciate oggi dai più importanti gruppi operanti nel settore ICT e quelle previste dalla Unione Europea alla luce delle norme UNI 11506, della legge italiana 14 gennaio 2013 n. 4 e delle certificazioni di settore.  E’ stato inoltre affrontato il tema di quanto siano utili tali certificazioni ai fini di un aumento della cultura professionale e di carriera e su quali profili sono maggiormente applicabili nel quadro italiano ed europeo come anticipo del trend per i prossimi anni.

Uno degli strumenti più utilizzati per la certificazione delle competenze ICT è l’”European e-Competence Framework (e-CF)”.   Si tratta del framework di riferimento che può essere usato e recepito in Europa da aziende ICT della domanda e dell’offerta, professionisti ICT, managers e dipartimenti delle Risorse Umane, Pubblica Amministrazione, soggetti del mondo della formazione e partner sociali. Il framework è stato sviluppato da un vasto numero di esperti Europei dell’ ICT e delle Risorse Umane nell’ambito del “CEN Workshop on ICT Skills” utile pertanto a creare soluzioni di lungo termine per lo sviluppo delle risorse umane e delle competenze dell’Information and Communication Technology per la comunità Europea.  Durante il convegno è stato analizzato il Competence Proficiency Index (CPI), indice di analisi delle competenze, ed effettuato un confronto tra Italia ed Europa.   Il confronto è stato realizzato sulla base di dati recenti e dei seguenti indici: plan, build, run, enable, manage. Ognuno di questi è composto da un minimo di 4 ad un massimo di 9 fattori caratterizzanti.  Sostanzialmente è risultato che l’Italia è indietro su tutti i punti ad eccezione del build (inteso come system integration e solution deployment) e del run (inteso come user support, service delivery e problem management) e che tali gap andrebbero recuperati.  Uno dei modi può essere quello di utilizzare lo standard e-CFplus (www.aicanet.it/e-cfplus) che, basato sullo standard European e-Competence Framework, è la best practice di riferimento del CEPIS per sviluppare le competenze ICT. e-CFplus mette a disposizione metodi e strumenti web collaudati per gestire in modo semplice ed efficace il  patrimonio delle competenze individuali ed aziendali, consentendo di adattare e personalizzare l’intero sistema alle specificità dell’organizzazione; i principali strumenti web messi a disposizione di professionisti ed aziende sono e-Competence Benchmark ed e-Competence Management.

Per quanto riguarda invece lo sviluppo delle capacità, vi è da tenere presente che queste rappresentano comportamenti organizzativi necessari che possono essere descritti e riconosciuti quando vengono messi in atto dalle persone, permettono alle conoscenze di mettersi in moto e facilitano la realizzazione delle attività.  La capacità deve essere descrivibile, osservabile, modificabile e misurabile, quindi può essere mappata e riguarda l’area emozionale, l’area sociale, l’area realizzativa e l’area cognitiva; in quanto mappate, le capacità possono quindi essere certificate. Oggi, nella fase di recruiting delle medie-grandi aziende, la valutazione delle capacità ha pari peso con quella delle competenze tecnico-scientifiche e la certificazione sia delle une che delle altre rappresenta il reale vantaggio competitivo del professionista a livello europeo.

Naturalmente sia le competenze tecnico-scientifiche sia le capacità, anche se certificate, debbono continuare ad essere sviluppate (skill development), anche perché molto spesso le certificazioni hanno una validità temporale limitata.  Per le competenze sono necessari corsi di formazione tecnica specialistica e la successiva loro certificazione; per lo sviluppo delle capacità potrebbero essere adottate strumenti come palestre formative, development center, piani di auto allenamento, al fine, anche in questo caso, di procedere alla successiva certificazione.

In conclusione sia dal punto di vista normativo e dell’evoluzione dei regolamenti, sia per la domanda sia per l’offerta, nei prossimi anni assumerà sempre più rilevanza, a livello italiano ed europeo, la certificazione delle proprie competenze professionali e delle proprie capacità al fine di permanere e/o accrescere la propria posizione economica e di carriera in un mercato sempre più competitivo.

Nazzareno Bordi   –   Vice Presidente ClubTiCentro

Emilio Buchi   –   Segretario ClubTiCentro

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