Elenco dei post per la categoria: Interviste

Alessandro Amadio – IT, logistica, globalizzazione e risorse

Speciale partecipazione a “IT SOLUTIONS & SUPPLY CHAIN” un ospite d’eccezione: Alessandro Amadio, autorevole autore di vari testi professionali, Franco Angeli Edizioni, inerenti al management operativo, l’outsourcing strategico e la Supply Chain. I suoi ultimi progetti editoriali sono Turnaround Plus + (2009) e Value Supply Flow (2012). Dal 2011, è membro del comitato tecnico scientifico di “Logistica” dell’editore Tecniche Nuove, con il quale collabora allo sviluppo di tematiche tecniche e scientifica e per la redazione di articoli professionali. Alessandro Amadio dopo il conseguimento della laurea presso l’Università di Perugia e la specializzazione presso la Sda Bocconi, ha consolidato significative esperienze nello sviluppo di logiche avanzate di pianificazione, di acquisto, di logistica integrata, nonché dell’outsourcing strategico in aziende leader europee nei settori alimentari e del packaging. Attualmente dirige la Supply Chain del gruppo multinazionale Scandolara S.p.A.

Nell’ambito di scenari sullo stato dell’arte dell’ information technology applicato alla supply chain, Alessandro Amadio interviene con uno speech dal titolo “Le tecnologie dell’informazione a supporto dell’evoluzione logistica in un contesto di globalizzazione e di scarsità di risorse”.

ClubTi Centro ha intervistato Alessandro Amadio.

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Stefano Mainetti al Cloud Computing CTIM Forum: punti fermi per non smarrirsi tra le nuvole

In occasione del prossimo evento organizzato da ClubTi Centro dal titolo CLOUD COMPUTING – CTIM FORUM 2011, saranno presenti importanti analisti in campo internazionale e players tra i maggiori referenti nell’ambito Cloud Computing.

Tra gli speakers che parteciperanno alla tavola rotonda avremo tra noi una presenza non nuova ai soci e simpatizzanti del ClubTi Centro. Opinion maker sul tema dell’Enterprise 2.0 nel 2009 all’evento ClubTi Centro “Creare conversazione dentro e fuori l’azienda” , torna tra noi il 7 aprile 2011 Stefano Mainetti.

Stefano Mainetti è Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Computing ICT as Service, School of management – Politecnico di Milano. Da anni è impegnato nel campo dell’innovazione digitale delle Enterprises basata sull’Information Communication Technologies. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca tra cui l’Enterprise 2.0 ed ora l’ICT as a Service&Cloud Computing nella School of Management del Politecnico di Milano.

Abbiamo chiesto a Stefano Mainetti “di che cosa si occupa esattamente l’Osservatorio Cloud & ICT” e così ci ha risposto.

L’Osservatorio Cloud & ICT as a Service della School of Management del Politecnico di Milano è nato per rispondere al profondo processo di trasformazione dei modelli di offerta ICT e supportare le aziende nell’analisi e valutazione degli impatti organizzativi e architetturali.

L’Osservatorio è il frutto delle attività di Ricerca svolte in quasi 10 anni dagli Osservatori ICT & Management della School of Management del Politecnico di Milano.

Stefano Mainetti continua, spiegandoci inoltre quali sono gli obiettivi dell’Osservatorio.

L’Osservatorio si occupa di affiancare i CIO e IT Executives nel processo di evoluzione della gestione e dello sviluppo delle applicazioni e infrastrutture ICT generato dalla diffusione dei nuovi modelli di offerta ICT e costituire un punto di riferimento per lo sviluppo della cultura dell’innovazione dei modelli di offerta ICT, favorendo l’incontro e lo sviluppo di una community tra domanda e offerta di tecnologie ICT.

Veniamo ora al CLOUD COMPUTING – CTIM Forum 2011 e precisamente al tema che tratterà durante l’evento, ovvero “Cloud Computing: punti fermi per non smarrirsi tra le nuvole”. Stefano Mainetti ci ha confidato quanto questo tema sia per certi aspetti nebuloso e quindi proverà a “diradare la nebbia per far luce sulla nuvola informativa“, dandoci alcune istruzioni per l’uso, facendo il punto sullo stato dell’arte del Cloud Computing.

Sarà indubbiamente interessante per i CIO, i responsabili di Information Technology, gli imprenditori e tutti coloro che parteciperanno all’evento poter chiarire l’argomento Cloud Computing di cui si parla tanto negli ultimi tempi ma su cui aleggiano ancora molte domande. Per questo il ClubTi Centro invita sin da ora a rivolgere a Stefano Mainetti i dubbi che potranno essere risolti durante l’evento, lasciando qui sotto le vostre domande. L’invito si rivolge non solo a chi parteciperà all’evento ma anche a coloro che non potranno essere presenti ma sono ugualmente interessati al tema.

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Paolo Manocchi: l’economia delle relazioni e i valori in cui crediamo

In occasione della speciale serata dal titolo “Gli 8 valori che fanno volare” organizzata dal ClubTi Centro e dedicata ai suoi soci,  conosciamo più da vicino l’autore di questo format.

Paolo Manocchi, formatore professionista, coach e mental trainer di fama nazionale, inizia la sua attività come docente nei corsi di Tecniche di Memorizzazione e di Lettura Efficace. Parallelamente alla sua attività didattica prosegue la sua formazione personale e professionale con un Master in programmazione neuro linguistica ed uno in leadership relazionale presso la Suffolk University di Boston, specializzandosi nell’arte del parlare in pubblico. Il suo percorso professionale prosegue tra corsi in aula e formazione esperienziale. Nel 2002 dà vita agli “outdoor experience” , corsi che si svolgono in ambiente boschivo per far vivere alla persona un’esperienza al di fuori del suo habitat consueto, al fine di “prendere coscienza delle meravigliose risorse di cui disponiamo e del modo di utilizzarle nella vita di tutti i giorni.

L’impegno di Paolo Manocchi è caratterizzato da una convinzione profonda che “chiunque lo voglia, se ben indirizzato, possa sviluppare il proprio potenziale”. Docente alla Seat Corporate University , scuola di eccellenza del Gruppo Seat Pagine Gialle, ha realizzato per il Sole  24 ore il DVD sulla lettura esplorativa pubblicato nell’opera editoriale Master 24 Management & Leadership. Da oltre 10 anni svolge attività di life & business coaching e mental trainer, a stretto contatto con professionisti, manager, imprenditori di gruppi importanti.

Attraverso questa intervista, Paolo Manocchi ci parla della sua esperienza nel campo della formazione e mette in luce i valori che ogni giorno spingono ciascuno di noi verso il mondo e verso l’importanza della “sostenibilità delle relazioni”

Silvia Conti ClubTi Centro: Qual’è il compito o meglio oserei dire la missione di un life & business coach?

Paolo Manocchi: “Se volessimo utilizzare delle etichette, potrei definirmi coach, mental trainer e formatore comportamentale. Se volessimo utilizzare altri termini allora potremmo dire che mi occupo di aiutare, chiunque lo voglia, ad acquisire una maggior consapevolezza di come si possa evolvere la propria personalità per renderla più flessibile e a prendere coscienza, quindi, della possibilità di vivere una vita più appagante, gradevole e ricca di soddisfazioni personali e professionali. Il mio lavoro si articola in un’attività classica svolta in aula, interventi personalizzati di coaching e mental training, convegni, meeting e attività editoriale, come il dvd prodotto per Master24 sulle tecniche di lettura efficace, edito da ‘Il Sole 24 Ore’ nel mese di ottobre di quest’anno”. “L’attività d’aula consiste nei corsi di formazione che progetto per gli imprenditori ed il loro personale, sia dirigenziale sia impiegatizio, per le associazioni come la vostra o dell’artigianato e del commercio, per gli ospedali e le cliniche private in quanto sono accreditato presso Ministero della Sanità dove sono registrati i miei corsi che assicurano crediti formativi al personale sanitario. In generale possiamo dire che opero presso aziende industriali e di servizi, di piccole, medie e grandi dimensioni a carattere nazionale ed internazionale”.

Silvia Conti ClubTi Centro :In base alle tue esperienze professionali di formatore, docente, life & business coach quali gli stimoli e le riflessioni che provengono dalle persone che incontri, che più hanno segnato il tuo percorso di vita oltrechè professionale? Quali invece le difficoltà che hai incontrato?

Paolo Manocchi: Quello che mi ha sempre colpito nello svolgere questa mia professione è che la maggior parte delle persone, che in questi anni ho incontrato, siano esse state a bolzano o a palermo,  mi hanno dimostrato una “attitudine” mentale, che quindi diventa una abitudine comportamentale, rivolta alla cultura degli alibi, delle scuse.

Spesso in buona fede le persone, abituate a vivere una cultura basata sull’ansia negativa e sulla disistima, non credono di poter fare meglio di come fanno, non credono di poter cambiare, non credono di meritare una vita migliore.Ognuno di noi ha un potenziale straordinario, ma questa cultura e questa società, fa in modo sin dalla scuola che i ragazzi prima e gli adulti poi, non abbiano sufficiente forza e determinazione per credere profondamente in se stessi.

Difficoltà tante.Io sono partito da zero, mio padre ha fatto per 35 anni il primo timpanista dell’Orchestra Sinfonica della Rai a Torino ed insegnava al Conservatorio. Quindi non esisteva una tradizione di famiglia. Ho iniziato che avevo 20 anni. In aula prima di cominciare la giornata didattica le persone sedute mi chiedevano: “scusi quando arriva il docente? Immaginati l’espressione del viso di quello che si sentiva rispondere:  “è già arrivato. Sono io!” In questi 22 anni si è assistiti ad un leggero miglioramento rispetto alla considerazione che si dà alla formazione, ma siamo ancora distanti dal considerarla a tutti i livelli, scuola e azienda, una componente fondamentale della qualità del clima e della vita della società. Quindi da sempre la difficoltà di promuoverla nei comparti di riferimento, la difficoltà di portare in aula le figure apicali e di aspettarsi da loro che la applichino. La fortuna è che essendo sempre vissuto in “crisi” non l’ho mai avuta!!

Ma la passione e l’amore che provo nel pensare che anche solo una parola detta da me possa aiutare una persona a stare meglio, è la straordinaria forza che mi fa andare avanti ancora oggi con lo stesso entusiasmo di 22 anni fa.

Silvia Conti ClubTi Centro: Nell’ambito della tua attività ti trovi spesso a contatto con aziende, imprenditori, manager, professionisti, con i quali realizzi corsi di coaching aziendali ed interaziendali. Il Sole 24 Ore, Confindustria, Seat Pagine Gialle e molti altri ancora come ad esempio la Pattuglia Acrobatica Nazionale conosciuta come le Frecce Tricolori sono stati i tuoi interlocutori. Uno dei messaggi importanti che hai lasciato loro è che “le aziende crescono quando crescono le persone”, diventato poi il titolo di uno dei format e dei percorsi che offri. Cosa cercano oggi le imprese, i manager e i professionisti che si rivolgono a te e che ogni giorno si trovano ad affrontare un mondo economico, lavorativo e sociale non privo di ostacoli. Nello scenario attuale, quale è l’obiettivo di un percorso di coaching all’interno di un’azienda?

Paolo Manocchi: Oggi, il sistema relazionale che incontro nelle più diverse realtà professionali che frequento mi ha portato a fare alcune riflessioni che voglio condividere con chi ci legge. L’autorità, in senso lato, è in crisi. Mancano degli esempi fori, coerenti, valoriali, ai quali rivolgersi. E questo avviene a vari livelli, dall’istituzionale al culturale.

L’autoritarismo è in crisi, nonostante sia la leadership più diffusa in questa nazione. Comando io perché sono il capo! Funziona sempre meno, male e crea sempre più sacche di insofferenza relazionale.

L’autorevolezza è la strada da preferirsi, basata sulle conoscenze e sulle competenze del leader che diventa quindi un riferimento, un esempio. Ma queste non sono più sufficienti soprattutto in quei sistemi lavoro dove le “nuove leve” sono ampiamente più preparate del loro capo. Quindi per dare una risposta alla tua domanda, in azienda, quando a chiamarmi sono le figure apicali e organizzative gestionali, lavoro con loro sul “generare nuovi comportamenti” che aiutino soprattutto queste figure prima come persone e poi come professionisti. Tu puoi produrre comportamenti di qualità quando ti senti in equilibrio. E sull’autostima c’è ancora tanta strada da fare perché spesso si confonde che solo perché ricopri una certo ruolo tu sia capace anche di dar vita a relazioni funzionali. Purtroppo questa equazione non è così scontata. L’investimento sarà passare da manager a leader, da chi sa gestire mezzi e denaro a chi sa “ascoltare” le persone. Gli imprenditori più illuminati, sensibili e attenti comprendono quanto sia importante oggi parlare di “sostenibilità relazionale” all’interno delle loro aziende, frutto di un più ampio concetto conosciuto come “l’economia delle relazioni” . Lo so, niente di nuovo, ed è per questo che il dato dovrebbe far riflettere. Siamo ancora all’ABC dei rapporti interpersonali.

Silvia Conti ClubTi Centro: Tra i percorsi formativi e i meeting che Paolo Manocchi sta conducendo vi è “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”, un evento unico nel suo genere, attraverso il quale chiunque si trovi ad assistere non può non fare i conti con le proprie emozioni e con quello che è il motore della nostra vita e delle nostre azioni. Paolo Manocchi così ha risposto alla domanda su quale sia il senso di questo format chiamato “GLI 8 VALORI CHE FANNO VOLARE”.

Paolo Manocchi: “La domanda da porsi è questa: “Perché la mattina, una volta sveglio, decidi di scendere dal letto?” Solitamente la prima risposta, che le persone danno, attende alla parte razionale del cervello, quello sinistro. Ma se lasciamo loro il tempo di farsi coinvolgere dalle emozioni che nascono dalle musiche e dalle immagini che ho scelto, dalle pause che sapientemente creo durante i miei interventi, allora abbiamo la possibilità che raggiungano la struttura psicologica profonda che attiva l’emisfero destro del cervello, quello emotivo. Ed è proprio l’emisfero destro che permette di scoprire quale degli ‘8 Valori che Fanno Volare’ è quello che profondamente li attiva la mattina e dà loro la forza di alzarsi dal letto ed andare nel mondo a portare il proprio contributo”. Gli ‘8 Valori che Fanno Volare’ parlano di noi, parlano di uomini e donne, di persone che tutti i giorni vivono una vita reale. Non dimentichiamo che la qualità della vita è permeata dai valori nei quali crediamo, che determinano le convinzioni che abbiamo, che condizionano le scelte dei nostri comportamenti.

Finché il lavoro è fatto da persone, le persone faranno sempre la differenza”.

Intervista a cura di

Silvia Conti

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Innovazione continua: Gruppo Loccioni

Enrico Loccioni, Presidente del Gruppo Loccioni, presenta lo speech dal titolo “Il Gruppo Loccioni e l’innovazione” che discuterà nell’ambito dell’evento ClubTi Centro “Innovazione continua” il giorno 21 luglio 2010 nella sede di Confindustria di Ancona.

Che cosa significa Innovazione per il Gruppo Loccioni? E come innovazione, tecnologia, sviluppo sostenibile e open innovation si coniugano con il modello imprenditoriale del gruppo Loccioni?

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Intervista ad Attilio Mucelli

Attilio Mucelli intervistato dal ClubTi Centro sul tema “Innovazione continua” inizia l’intervista ricordando come è iniziata la sua collaborazione all’interno del ClubTi Centro e le motivazioni che lo hanno coinvolto fino a diventare socio ClubTi Centro.

“Mi sono iscritto al ClubTI Marche poco dopo la sua costituzione perché il Prof. Panti, tra i fondatori del Club, m’illustrò gli obiettivi dell’associazione che ho trovato di grande interesse e che ho subito condiviso. In particolare, il ClubTI Marche vuole aggregare le competenze professionali presenti nella nostra regione riguardanti il tema dell’Information & Communication Technology con il fine ultimo di offrire occasioni di confronto tra gli operatori professionali che si occupano di questo specifico argomento. Nel tempo il Club si è sviluppato sia in termini di numero di soci sia in termini d’iniziative di dibattito organizzate. La chiave vincente di questo processo di crescita credo sia stata la scelta di trattare il tema dell’ICT in senso ampio, cioè sia dal punto di vista strettamente tecnologico sia guardando alle sue prospettive economico-organizzative offrendo, in questo modo, la possibilità di dibattere o a chiunque operi in azienda.”

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