Elenco dei post per il tag: Knowledge Management

Decision Modeling – 28 ottobre, Perugia

Free Tickets

28 Ottobre – ore 15:30

Centro Congressi Villa Pieve

Via Marcantonio Bonciari, 126,06034 Corciano PG

STRUMENTI E METODOLOGIE PER UN ICT STRATEGICO

L’azienda agile modifica costantemente i suoi business models per adattare i propri processi strategico-operativi agli scenari competitivi in costante evoluzione. Le soluzioni tecnologico applicative a disposizione del moderno IT Manager sono sempre più articolate, complesse e spesso sovrapposte in tutto o in parte.

Definire un buon piano di medio termine dei Sistemi Informativi non è più solo un fatto tecnologico ma richiede ragionamenti di tipo strategico dipendenti da fattori interni ed esterni all’azienda. In sostanza anche l’IT Manager come gli altri manager di Line deve prendere DECISIONI COMPLESSE con forte impatto sul futuro dell’impresa.

In particolare l’ingresso del BPM e della “Decision analytics” nel mercato delle tecnologie applicative offre agli IT managers l’opportunità di facilitare le riposte alle continue richieste dell’utenza attraverso un “dosaggio” sapiente di customizzazioni dei moduli ERP esistenti e di estensioni supportate dal BPM. Mentre ERP e BPM supportano i PROCESSI OPERATIVI, la Decision analytics supporta i PROCESSI DECISIONALI.

Il DECISION MODELING fa parte dell’ambito più ampio della “Decision analytics”. Si tratta di un blend di tools e nuove competenze strategico operative necessarie per saper interpretare gli eventi aziendali e definire corsi d’azione efficaci nel breve, medio e lungo termine.

Durante la giornata di studio, affronteremo le opportunità offerte da ERP + BPM nella gestione agile della copertura dei PROCESSI OPERATIVI.

Di seguito verrà dato un quadro di insieme della “decision analytics” dal punto di vista delle competenze, delle logiche , dei metodi e percorsi implementativi, degli algoritmi, e delle classi di tools. A titolo esemplificativo sarà illustrata una applicazione del DM alla definizione “ottimale” di un “High level IS Migration Plan” come best trade-off tra diversi scenari tecnologico applicativi relativi a : ERP, Best of breed, BPM, In house development, Integrated communication, Document management, Integration frameworks e altri.

Agenda

15:30 Registrazione

16:00 Apertura lavori, Pietro Berrettoni – Presidente Club Ti Centro

“ERP e BPM amici o nemici”

16:30 Silvia Fossati (APPIAN ITALIA) – Punto di vista BMP

17:00 Coffee Break

17:15 Filippo Vasta – Decision Analytics e Decision Modeling

18:00 Q&A

18:15 Chiusura lavori

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Come stanno evolvendo le professioni e le competenze nel settore ICT?

Come stanno evolvendo le professioni in generale, e nel settore ICT in particolare?  Quali sono i trend e che cosa è necessario fare per rimanere nel mercato? Il tema è stato affrontato durante il convegno organizzato in data 06 novembre 2014 da ClubTiCentro (www.clubticentro.it) con la collaborazione dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona dal titolo “Competenze ICT e scenari futuri tra Italia ed Europa”.

Focus del convegno è stato quello di identificare e valutare quali sono le componenti che consentono di aumentare la capacità di competere per restare sul mercato, in un’economia digitale dove il progresso tecnologico e con esso il sistema Information & Communication Technology evolvono molto velocemente.

Uno dei fattori critici di successo per la competitività è il valore del “capitale umano”, incrementato attraverso la formazione continua e quindi attraverso lo sviluppo delle COMPETENZE. Alla luce delle recenti normative, che definiscono “i criteri generali delle figure professionali operanti nel settore ICT stabilendo i requisiti fondamentali per l’insieme di conoscenze, abilità e competenze che le contraddistinguono”, le competenze e le professioni ICT regolamentate (albi professionali) e non regolamentate subiranno profondi cambiamenti nei prossimi anni.

Come emerso durante il convegno, possono essere individuati due percorsi evolutivi: uno indirizzato alla certificazione, tramite appositi enti italiani ed europei, delle proprie competenze per l’aumento delle conoscenze tecnico-specialistiche, l’altro indirizzato a sviluppare, ed anche in questo caso successivamente certificare, le capacità di comportamento organizzativo.  L’evoluzione dell’uno non può prescindere dall’evoluzione dell’altro !

Ai fini dell’aumento delle conoscenze tecnico-specialistiche è stato analizzato l’iter e le tipologie di certificazioni disponibili rilasciate oggi dai più importanti gruppi operanti nel settore ICT e quelle previste dalla Unione Europea alla luce delle norme UNI 11506, della legge italiana 14 gennaio 2013 n. 4 e delle certificazioni di settore.  E’ stato inoltre affrontato il tema di quanto siano utili tali certificazioni ai fini di un aumento della cultura professionale e di carriera e su quali profili sono maggiormente applicabili nel quadro italiano ed europeo come anticipo del trend per i prossimi anni.

Uno degli strumenti più utilizzati per la certificazione delle competenze ICT è l’”European e-Competence Framework (e-CF)”.   Si tratta del framework di riferimento che può essere usato e recepito in Europa da aziende ICT della domanda e dell’offerta, professionisti ICT, managers e dipartimenti delle Risorse Umane, Pubblica Amministrazione, soggetti del mondo della formazione e partner sociali. Il framework è stato sviluppato da un vasto numero di esperti Europei dell’ ICT e delle Risorse Umane nell’ambito del “CEN Workshop on ICT Skills” utile pertanto a creare soluzioni di lungo termine per lo sviluppo delle risorse umane e delle competenze dell’Information and Communication Technology per la comunità Europea.  Durante il convegno è stato analizzato il Competence Proficiency Index (CPI), indice di analisi delle competenze, ed effettuato un confronto tra Italia ed Europa.   Il confronto è stato realizzato sulla base di dati recenti e dei seguenti indici: plan, build, run, enable, manage. Ognuno di questi è composto da un minimo di 4 ad un massimo di 9 fattori caratterizzanti.  Sostanzialmente è risultato che l’Italia è indietro su tutti i punti ad eccezione del build (inteso come system integration e solution deployment) e del run (inteso come user support, service delivery e problem management) e che tali gap andrebbero recuperati.  Uno dei modi può essere quello di utilizzare lo standard e-CFplus (www.aicanet.it/e-cfplus) che, basato sullo standard European e-Competence Framework, è la best practice di riferimento del CEPIS per sviluppare le competenze ICT. e-CFplus mette a disposizione metodi e strumenti web collaudati per gestire in modo semplice ed efficace il  patrimonio delle competenze individuali ed aziendali, consentendo di adattare e personalizzare l’intero sistema alle specificità dell’organizzazione; i principali strumenti web messi a disposizione di professionisti ed aziende sono e-Competence Benchmark ed e-Competence Management.

Per quanto riguarda invece lo sviluppo delle capacità, vi è da tenere presente che queste rappresentano comportamenti organizzativi necessari che possono essere descritti e riconosciuti quando vengono messi in atto dalle persone, permettono alle conoscenze di mettersi in moto e facilitano la realizzazione delle attività.  La capacità deve essere descrivibile, osservabile, modificabile e misurabile, quindi può essere mappata e riguarda l’area emozionale, l’area sociale, l’area realizzativa e l’area cognitiva; in quanto mappate, le capacità possono quindi essere certificate. Oggi, nella fase di recruiting delle medie-grandi aziende, la valutazione delle capacità ha pari peso con quella delle competenze tecnico-scientifiche e la certificazione sia delle une che delle altre rappresenta il reale vantaggio competitivo del professionista a livello europeo.

Naturalmente sia le competenze tecnico-scientifiche sia le capacità, anche se certificate, debbono continuare ad essere sviluppate (skill development), anche perché molto spesso le certificazioni hanno una validità temporale limitata.  Per le competenze sono necessari corsi di formazione tecnica specialistica e la successiva loro certificazione; per lo sviluppo delle capacità potrebbero essere adottate strumenti come palestre formative, development center, piani di auto allenamento, al fine, anche in questo caso, di procedere alla successiva certificazione.

In conclusione sia dal punto di vista normativo e dell’evoluzione dei regolamenti, sia per la domanda sia per l’offerta, nei prossimi anni assumerà sempre più rilevanza, a livello italiano ed europeo, la certificazione delle proprie competenze professionali e delle proprie capacità al fine di permanere e/o accrescere la propria posizione economica e di carriera in un mercato sempre più competitivo.

Nazzareno Bordi   –   Vice Presidente ClubTiCentro

Emilio Buchi   –   Segretario ClubTiCentro

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#IAD14 , l’Italian Agile Days debutta ad #Ancona

L’Italian Agile Day 2014 (#iad14)  è l’undicesima  edizione della conferenza gratuita dedicata ai metodi Agili per lo sviluppo e la gestione dei progetti software.

I metodi Agili sono quelli che aderiscono al Manifesto Agile, pubblicato nel 2001; fra i più diffusi citiamo Extreme Programming, Scrum e Lean Software Development.

La conferenza si rivolge agli sviluppatori software, project leader, IT managers, tester, architetti e coach che hanno esperienze da condividere o che iniziano solo ora ad interessarsi a questi temi. Sarà una grande opportunità per scambiarsi idee e condividere esperienze. Il focus della giornata è la conoscenza pratica, le esperienze sul campo e un attivo coinvolgimento di tutti i partecipanti.

L’evento è organizzato dall’Italian Agile Movement.

Dal 28 Luglio 2014 l’Italian Agile Movement è ufficialmente un’Associazione di Promozione Sociale, senza scopo di lucro, di professionisti e accademici mossi dal desiderio di promuovere la cultura Agile in Italia.

Dopo il successo dell’edizione 2013, a Reggio Emilia, la conferenza si svolge per la seconda volta in due giorni. L’intento è di offrire più spazio alle sessioni di tipo formativo, per chi voglia accostarsi a questi argomenti per la prima volta o per chi voglia affinare le proprie conoscenze.

I metodi agili si contraddistinguono per l’attenzione al valore di business del software rilasciato; questo valore viene cercato attraverso la continua conversazione fra gli sviluppatori e le persone di business; attraverso il rilascio frequente di software funzionante; attraverso tecniche di sviluppo che consentono di mantenere il software flessibile e manutenibile.

PROGRAMMA

Scopri il programma di IAD2014 e scopri i workshop più interessanti per la tua professione.

IAD14 avrà luogo nei giorni 14 e 15 Novembre nella sede della Facoltà di Economia dell’Università Politecnica delle Marche situata in Piazzale Martelli 8.

MEDIAPARTNER

CLUBTICENTRO è mediapartner dell’evento e invita soci e simpatizzanti a partecipare a questa importante manifestazione nazionale per il mondo AGILE.

CLUBTICENTRO e l’ITALIAN AGILE MOVEMENT mettono a disposizione degli associati CLUBTI 30 INGRESSI GRATUITI per la conferenza di SABATO 15 Novembre in opzione “PRENOTA SUBITO IL TUO IAD14″ entro e non oltre il 30 OTTOBRE

Affrettati per ricevere il tuo posto in prima fila scrivendo a info@clubticentro con oggetto “PRENOTA SUBITO IL TUO IAD14″ entro e non oltre il 30 Ottobre.

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Social Enterprise and Collaboration Survey

A seguito dell’evento “Focus on SOCIAL ENTERPRISE” tenutosi il giorno 21 luglio CLUBTICENTRO apre una survey destinata a tutti coloro che hanno partecipato all’evento e tutte le organizzazioni e imprese che hanno adottato la Social Enteprise o stanno valutando l’adozione.

I risultati dell survey verranno condivisi con tutti coloro che hanno partecipato alla survey e all’interno di un evento successivo.
Ringraziamo fin da ora tutti coloro che vorranno contribuire alla realizzazione di questa survey.

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Emanuele Quintarelli ospite al #SocialEnterpriseIT

Emanuele Quintarelli, membro autorevole della comunità mondiale sviluppatasi intorno al Social Business e founder di www.socialenterprise.it è lo speciale ospite dell’evento organizzato da Club Ti Centro “Focus on SOCIAL ENTERPRISE”. In occasione dell’incontro chiederemo ad Emanuele quale sia lo stato dell’arte della SOCIAL ENTERPRISE oggi in Italia e quali le differenze con gli altri paesi come negli Stati Uniti dove il fenomeno si è diffuso per primo.

Partendo dai risultati della Social Collaboration Survey e dall’esperienza acquisita sul mercato, l’intervento mostrerà in che modo la collaboration possa fornire una leva di agilità, efficienza, innovazione e motivazione dei dipendenti in grado di dare risposte alle enormi sfide economiche ed organizzative con cui le aziende italiane si stanno confrontando.

  • Come se la passa la tua azienda?
  • Le sfide che abbiamo di fronte?
  • Social che?
  • Storie, storie, storie?
  • Cosa abbiamo imparato?

Emanuele ha trascorso gli ultimi 8 anni come strategist, program manager, consulente e blogger sull’adozione di approcci collaborativi in organizzazioni di ogni dimensione al fine di incrementarne produttività, efficienza, abilità di reagire ai cambiamenti del mercato e potenziale d’innovazione. Nell’ambito della sua esperienza si è confrontato con diverse aziende nell’ambito di progetti di social business e social enterprise e sarà interessante conoscere il percorso di tali progetti, le difficoltà incontrate e quali ingredienti occorrono per portare a compimento progetti di successo.

Invitato di frequente come speaker e chairman, Emanuele ha effettuato presentazioni tra gli altri alla Thought Leader Conference (Berlino), al SocialNow (Lisbona), al Social Business Strategy Summit (Londra), all’Enterprise 2.0 Summit (Parigi & Francoforte), all’Enterprise 2.0 Conference IDC, all’EURO Information Architecture Summit (Berlino), all’Information Architecture Summit (Las Vegas) ed a moltissimi eventi locali su Enterprise 2.0 e Social Business.

Non ultimo, Emanuele ha creato e lanciato Netwo.it (il primo hub per le startup del web 2.0), il Summit Italiano di Architettura dell’Informazione, il Web 2.0ltre, l’International Forum on Enterprise 2.0 ed il the Social Business Forum.

Co-autore dei libri Social Business Manifesto e Marketing 2.0 per HBR Italia, Community Management per Apogeo, Intranet 2.0 per Hoepli, Web 2.0 per Il Sole 24 Ore, Emanuele ha pubblicato articoli su change management, coltivazione delle community online, strategie di Enterprise 2.0 e Social CRM, socializzazione dei processi di business per alcune delle più importanti riviste professionali in Italia.

Alla fine del 2013 ha curato la Social Collaboration Survey, primo studio quantitativo sulle best practice di adozione della Social Enterprise in Italia che ha coinvolto 300 aziende italiane di cui il 26% appartenente al settore ICT, il 16% a quello della Consulenza, il 12% a quello dei Media e il restante 22% tra Manufacturing, Settore Pubblico e Finanziario. Lo studio ha indagato sulla tematica analizzando cultura, organizzazione e processi, tecnologia, misurazione mettendo in luce dati interessanti sulle pratiche collaborative e sulle strategie di successo. In occasione di #SocialEnterpriseIT approfondiremo con Emanuele Quintarelli i risultati della survey, cogliendo anche spunti di visione futura.

EMANUELE QUINTARELLI http://it.linkedin.com/in/emanuelequintarelli

TWITTER: @absolutesubzero

EMANUELE SCRIVE SU www.socialenterprise.it

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